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STORIE DI CALCE#20:
DA FROSINONE E POSITANO,
IL RACCONTO DI SARA

Con Storie di Calce raccontiamo le esperienze di clienti, appassionati e di tutti coloro che lavorano con la calce. Spunti, aneddoti e, perché no, qualche esempio delle realizzazioni possibili con i nostri materiali.

Sara Marzullo è una designer di interni non convenzionale: le piace sperimentare e «mettere le mani» nei progetti che segue. Ha realizzato diversi lavori con i nostri materiali e le abbiamo chiesto di raccontarcene alcuni.

Cogliamo l’occasione per ringraziarla tanto per aver condiviso con noi la loro esperienza.
Buona lettura!

Ci racconti qualcosa di sé e delle sua professione

Mi occupo di design di interni e mi piace molto utilizzare i materiali naturali applicandoli in modo creativo nei progetti che seguo. Partecipo sempre attivamente ai lavori, sporcandomi volentieri le mani. Amo dare vita a spazi abitativi che trasmettano un senso di benessere a chi li abita. Per fare questo cerco non solo di comprendere le esigenze delle persone, ma anche di stabilire un dialogo tra contesto, paesaggio, luce e materiali, poiché è proprio questa concertazione la chiave per ottenere bellezza e benessere abitativo.

Perché la scelta della calce e dei materiali naturali?

In questa mia costante ricerca di equilibrio tra esseri umani e spazi abitativi, i materiali naturali sono una scelta obbligata; inoltre, sia dal punto di vista estetico che tecnico, hanno un valore aggiunto inestimabile. Oggi sono utilizzati prevalentemente nel settore del restauro e del recupero del patrimonio storico, ma non bisogna dimenticarsi che, fino a 50 anni fa, non esisteva altro materiale per l’edilizia se non la calce. Aggiungo anche che subisco il fascino del ciclo della calce, un processo che passa attraverso tutti e quattro gli elementi: fuoco in fase di cottura, acqua in quella di spegnimento, aria nella fase di carbonatazione, terra alla fine, quando torna a essere pietra.

Purtroppo, far comprendere la calce alle nuove maestranze, abituate a gessi e cementi, non è facile. Si sono perse le radici e, purtroppo, non c’è più l’abitudine a utilizzare materiali naturali in edilizia. Vanno tutti di fretta, mentre la calce impone i suoi tempi e richiede maggior cura e conoscenza nell’applicazione e nella creazione degli impasti. Non si può “barare” alterando la ricetta perché, a differenza dei pre-miscelati, la calce non ammette approssimazioni. Ci vuole mestiere, passione e il tempo necessario. Il risultato, però, sarà di valore inestimabile e resterà tale per anni, se non secoli!
Non è neanche facile trovare aziende che vendono questo tipo di materiali. Per fortuna, ho scoperto la Banca della Calce, diventata per me un punto di riferimento per due motivi: i materiali sono davvero naturali e certificati e, a differenza di altre aziende, offre supporto e consulenza. Con i tecnici della Banca della Calce ho un dialogo costante, chiedo consigli e suggerimenti e ho sempre trovato grande professionalità e disponibilità.

Il cantiere del Podere Equiterre. Che prodotti avete usato?

Il Podere Equiterre è una bella proprietà nella provincia di Frosinone, immersa in 15 ettari di natura dove sta prendendo vita un progetto in permacultura. Siamo intervenuti nella ristrutturazione del vecchio casale in pietra dei primi del ‘900 il quale, avendo le fondazioni direttamente sul terreno, risentiva di problemi di umidità di risalita. La calce era l’unica soluzione possibile per restituire salubrità agli ambienti e, contemporaneamente, abbiamo ottenuto un effetto estetico stupendo, in perfetta armonia con il colore delle pietre calcaree dei muri perimetrali, degli archi del casale e degli esterni. È proprio grazie a questo cantiere che ho iniziato la collaborazione con la Banca della Calce che dura tutt’oggi.

Abbiamo utilizzato Calcecanapa® Termointonaco per gli intonaci interni ed esterni, Calcecanapa® Finitura e Blick, Mattone in Calce e Canapa nelle tramezzature e Calcecanapa® PAN 30 come isolante tra massetto e il pavimento in legno. Grazie a questi prodotti siamo riusciti a ridare salubrità e bellezza al casale con grande soddisfazione di tutti: non c’è più muffa, né eccesso di umidità, né sbalzi termici. Inoltre, la bellezza estetica della calce e della canapa è impagabile per come riflette la luce e per l’effetto materico che regala alle pareti.

Il cantiere a Positano.  Il recupero di un’ex cisterna

Questo è un bel progetto di recupero di una ex cisterna nel quale sono libera di sperimentare con i materiali, ricercando nuove soluzioni e nuove interpretazioni degli stessi. Per esempio, sto lavorando ad una parete che farà da testata al letto, utilizzando delle foglie come stampo direttamente sull’intonaco ancora fresco, per ottenere una texture in bassorilievo che ricorda le foglie che cadono da un ramo in autunno.
Per essere fedele alle origini della cisterna, sto utilizzando principalmente Calce Idraulica Naturale NHL 5, canapulo, che uso come fibra nell’impasto, e Grassello di Calce. Sto facendo anche delle prove con il Cocciopesto . Ho infine utilizzato i Blick per ricreare gli archi (non strutturali) e sono rimasta entusiasta della grande versatilità e semplicità di applicazione di questi mattoni di calce e canapa, anche quando usati in modo non convenzionale. 

Ha qualche aneddoto particolare che vuole condividere?

Quando mi sono stati consegnati i Blick per il cantiere di Positano, ho risvegliato la curiosità di tutti i dipendenti del cantiere vicino: in molti, piuttosto sorpresi, mi hanno chiesto che cosa fossero e a cosa servissero. Ho spiegato loro che si trattava di mattoni in calce e canapa, totalmente naturali, leggeri e profumati, e che li avrei usati nei lavori di ristrutturazione. Erano tutti parecchio perplessi, ma qualche ora più tardi, quando sono tornata in cantiere, ho trovato un gruppetto di operai che studiava i prodotti, interrogandosi tra loro. Mi ha fatto sorridere il fatto che generalmente chi è abituato a lavorare con materiali “tradizionali” sia inizialmente diffidente verso questo tipo di prodotti, ma, una volta spiegati, si appassiona, approfondisce e si documenta sull’utilizzo di materiali naturali. Sono episodi come questi che mi confermano che si tratta di prodotti poco noti ma che, una volta raccontati, riescono a conquistare anche i più scettici.

STORIE DI CALCE#20: IL RACCONTO DI SARA

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