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Post Series: News

STORIE DI CALCE#9
DALL’ISOLA DEL GIGLIO
IL RACCONTO DI CESARE

Con Storie di Calce raccontiamo le esperienze di clienti, appassionati e di tutti coloro che lavorano con la calce. Spunti, aneddoti e, perché no, qualche esempio delle realizzazioni che si possono fare con i nostri materiali.

In questo appuntamento vi raccontiamo la storia di Cesare Scarfo‘, ingegnere edile e proprietario di una piccola azienda agricola sulla splendida Isola del Giglio, dove custodisce e coltiva antiche vigne per produrre vino artigianale. Nei lavori di ristrutturazione di alcune parti della sua azienda, ha deciso di utilizzare i nostri materiali.

Ringraziamo tanto Cesare per aver condiviso con noi la sua esperienza.

Buona lettura!

Perché la scelta della calce?

Come ingegnere edile sono sempre stato affascinato dalla storia del nostro splendido patrimonio architettonico, con un «debole» per la tradizione costruttiva, i mestieri e i materiali che venivano utilizzati prima dell’avvento del cemento Portland e dei famigerati premiscelati. Quando ero bambino, grazie ai miei genitori, ho avuto la fortuna di conoscere e osservare il lavoro di moltissimi artigiani (muratori, fabbri, falegnami, decoratori, tornitori ecc.): sono cresciuto perciò con la convinzione che veder lavorare un artigiano, di qualunque tipo, sia una cosa affascinante, perché permette di scoprire saperi e tecniche che difficilmente vengono insegnati a scuola. Ho ancora nitido il ricordo di Mazzolino, muratore, che col suo cappelletto fatto col giornale, raccontava a me bambino la storia della calce e dei materiali tradizionali, mentre con una lattina dei pelati alla quale aveva fatto il beccuccio, faceva le stuccature del pavimento.

Fatta questa premessa, è evidente che la scelta della calce è stata in un certo senso obbligata. Quando ho deciso di fare alcuni lavori di restauro nella mia azienda agricola, non ho avuto dubbi.
In particolare, dovevo restaurare la cantina storica, dove vinifichiamo ancora, che si trova nel centro di Giglio Castello. Inoltre dovevo sistemare un capannello (un tempo abitato), un forno e un palmento (di origine etrusca e coperto nel ‘500 con una struttura a volte) siti sul mare, nella zona a sud dell’isola. Sono tutti fabbricati antichi che valorizzano il nostro territorio e che ancora utilizzo per la produzione del vino.

Negli anni ho avuto modo di vedere conclusi lavori simili a quelli che avevo in mente realizzati con materiali non appropriati. Non volendo fare la stessa fine, ho scelto senza esitazioni di utilizzare la calce che si è rivelata un’ottima soluzione contro la muffa grazie alla traspirabilità e all’azione antisettica.

Come ha conosciuto la Banca della Calce?

Un mio parente calabrese, anche lui produttore di vino, aveva acquistato alcuni materiali da voi e mi ha suggerito di contattarvi.

Avevo già utilizzato la calce, ma non avevo ancora mai trovato nessuno con la vostra professionalità e disponibilità. Grazie alla vostra consulenza, ho deciso di utilizzare solo calce, sabbia e cocciopesto.

È importante dire che questi non dovrebbero affatto essere considerati ‘materiali di nicchia’, ma i soli da impiegarsi nei lavori di restauro e conservazione perché semplicemente gli unici adatti a mantenere il patrimonio dei nostri avi. L’utilizzo del cemento nel recupero del costruito, materiale completamente diverso sia dal punto di vista meccanico che chimico-fisico dai materiali della tradizione, rischia di compromettere il patrimonio architettonico che abbiamo nel nostro paese e che abbiamo l’onore ed il dovere di custodire ed utilizzare.

Come ha utilizzato i prodotti a base di calce?

Ho utilizzato sopratutto l’intonaco a cocciopesto, impastato in cantiere a partire appunto da grassello di calce invecchiato, sabbia silicea locale e cocciopesto rosso, e l’intonachino a calce. Ammetto che all’inizio io e il muratore abbiamo faticato un po’ a capire come utilizzarli al meglio, ma una volta chieste spiegazioni, abbiamo risolto ogni problema e ci siamo divertiti! Lavorando bene i materiali non formano cavillature, neanche a distanza di tempo. La dimostrazione della validità ed eccellenza della calce nei lavori di conservazione è data dal fatto che risulta essere perfettamente compatibile sui materiali antichi. Aggiungo inoltre che all’Isola del Giglio la sabbia silicea si trova in loco, dato che sono presenti alcune cave: ho potuto quindi contare su un materiale locale, lo stesso che fu utilizzato in passato.

L’intonachino a calce mi è servito per le volte e per le stuccature all’interno della cantina, un ambiente molto umido, e son rimasto sbalordito da come l’abbia risanata perfettamente. Terminati i lavori ho avuto proprio una sensazione tangibile di benessere, anche dal punto di vista olfattivo: gli ambienti ora sono profumati, puliti, sani e accoglienti, grazie alla calce che fa respirare le murature, ed anche noi che viviamo gli spazi ogni giorno.

Ha qualche aneddoto particolare da raccontarci accaduto durante la lavorazione?

Quando, con il muratore, ci siamo trovati a dover utilizzare l’intonaco a cocciopesto, diviso in sacchetti, ognuno con la giusta proporzione di grassello di calce, cocciopesto e sabbia, ci siamo sentiti spaesati: non sapevamo che cosa fare e come gestire i materiali. Non avevamo idea che il cocciopesto andasse battuto, schiacciato e levigato per renderlo forte e impermeabile. Una volta presa la mano, però, ci siamo trovati benissimo!

La cosa bella e interessante di questi materiali è che vanno rispettati e valorizzati: ognuno ha i suoi tempi, modalità di applicazione e richiedono attenzione. Quell’attenzione tipica della vecchia tradizione edilizia che dobbiamo recuperare, perché i risultati sono visibilmente e tangibilmente migliori. È come confrontare una pietanza precotta e surgelata con la stessa ricetta realizzata da un cuoco solo con materie prime fresche ed eccellenti. Il risultato finale è diverso: nel primo caso, l’unico risultato sarà quello di placare la fame, senza dare alcuna soddisfazione per il palato, né benefici per la salute. Nel secondo caso, al contrario, il gusto, l’appetito e il benessere fisico saranno ampiamente appagati.

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