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STORIE DI CALCE#2
DALL’OLTREPÒ PAVESE
IL RACCONTO DI CARLO

Storie di Calce è la rubrica all’interno della quale vogliamo raccontare storie ed esperienze di clienti, appassionati e di tutti coloro che lavorano con la calce. Tutto per offrirvi spunti, aneddoti e, perchè no, qualche esempio delle realizzazioni che si possono fare con i nostri materiali.

Dopo Erika Dubay, abbiamo intervistato l’architetto [qui il sito web] e artista Carlo Gatti [qui il sito], dello studio Gatti Design di Londra. Carlo, ha utilizzato i materiali della Banca della Calce in occasione della ristrutturazione di un palazzo storico risalente al 1600 a Silvano Pietra, in provincia di Pavia. Un vero esempio di restauro attento e consapevole.

Buona lettura!

Perchè la scelta della calce?

In occasione della ristrutturazione di un palazzo del 1600 a Silvano Pietra (PV), dovevamo fare un intervento di sanificazione contro l’umidità; la zona è quella dell’Oltrepò Pavese, nella Pianura Padana, vicino al Po, dove il problema è molto diffuso. Lo stabile presentava uno zoccolo in cemento di 1,80 m sia all’interno che all’esterno, frutto di un intervento degli anni ’70 – al tempo il cemento era ancora il materiale più utilizzato – che però aveva solo peggiorato la situazione. Abbiamo deciso di eliminarlo e intevenire con la calce, materiale antiumido per eccellenza, tanto più che dovevamo rispettare il vincolo delle Belle Arti di utilizzare nei lavori il materiale originale, cioè la calce.

Come ha conosciuto la Banca della Calce e perchè ci ha scelto?

Qualche tempo prima avevo incontrato la Banca della Calce per la prima volta a Torino, in occasione di Restructura, il Salone dedicato a riqualificazione, recupero e ristrutturazione. Attratto dai prodotti e in occasione dei lavori di ristrutturazione, ho deciso di ricontattarli e in questi casi internet viene sempre in aiuto! Ho chiesto loro una consulenza sul palazzo a cui stavo lavorando ed è stato un piacere conoscere persone così professionali e disponibili: il Dott. Rattazzi ha visitato il cantiere per capire meglio la situazione e per studiare una soluzione. Per me è stato molto rassicurante avere la sua opinione e una spiegazione professionale sull’utilizzo della calce per combattere l’umidità; teniamo presente, infatti, che si parla del 2011, quando ancora la calce era un materiale dimenticato, poco utilizzato e non godeva ancora della riscoperta che sta avendo negli ultimi anni. .

Come ha utilizzato i prodotti a base di calce?

Abbiamo sostituto lo zoccolo di cemento interno e esterno all’edificio con una malta a calce per muratura, a base di calce idraulica naturale NHL 3.5 e sabbia; abbiamo recuperato gli intonaci interni con un intonaco a calce, preparato in cantiere, a base di calce idraulica naturale NHL 3.5, grassello di calce e sabbia. Infine, siamo intervenuti con CalceLatte, tinta naturale a base di grassello di calce. Grazie al Dott. Rattazzi, siamo entrati in contatto con la Dott.ssa Riccardi dell’Università di Pavia che ha effettuato nel suo laboratorio una caratterizzazioe mineralogico-petrografica di campioni di intonaco interno ed esterno per la definizione della natura dei leganti, degli inerti e fenomeni di degrado connessi. Questo ci ha permesso di utilizzare materiali simili durante la ristrutturazione.

Ha qualche aneddoto particolare da raccontarci accaduto durante la lavorazione?

Quando ho accennato all’impresario della ditta di ristrutturazione che avremmo sostituito il cemento con la calce, non mi aspettavo assolutamente una reazione entusiasta!
Essendo di origine rumena, mi ha spiegato che, a differenza dell’Italia, la calce nel suo paese è molto usata nei lavori edili: si ricordava ancora degli insegnamenti suo padre che realizzava intonaci e finiture a calce di altissimo qualità. È stata una vera fortuna aver incontrato un collaboratore capace di riconoscere il valore di questo materiale.

Storie Di Calce Dai Clienti Di Banca Della Calce

Ringraziamo tanto l’Architetto Gatti per aver condiviso con noi la sua esperienza.
Se anche voi volete raccontare la vostra storia di calce, non esitate!
Scriveteci: siamo tutti orecchie!

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