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Post Series: News

STORIE DI CALCE#13
DALLA PROVINCIA DI FERRARA
IL RACCONTO DI DANIELA

Con Storie di Calce raccontiamo le esperienze di clienti, appassionati e di tutti coloro che lavorano con la calce. Spunti, aneddoti e, perché no, qualche esempio delle realizzazioni che si possono fare con i nostri materiali.

In questo tredicesimo appuntamento raccontiamo la storia di Daniela Fabbri che per la sua casa di Cento, in provincia di Ferrara, ha utilizzato le tinte della linea CalceLatte.

La ringraziamo per aver condiviso con noi la sua esperienza e ti auguriamo buona lettura!

Perché la scelta della calce?

Cercavo delle tinte da utilizzare per dipingere le pareti di casa, che risale al 1400 ed è molto particolare: non volevo un colore piatto, cercavo qualcosa di speciale. Sono capitata quasi per caso nell’atelier di Enrica Moratelli e sono rimasta subito colpita dalle tinte a calce e dall’effetto che danno, mosso e con mille sfumature: esattamente quello che cercavo. All’inizio pensavo di utilizzarle solo per un piano, ma mi è piaciuto talmente tanto il risultato che ho deciso di utilizzarle per tutta la casa. Ho avuto la fortuna di avere Enrica Moratelli come consulente per il colore e mi ha consigliato sulla scelta delle tinte e delle tonalità. È stata lei a farmi conoscere la Banca della Calce e a illustrarmi le proprietà della calce e i benefici che genera il suo utilizzo (è un antimuffa e anti-umidità naturale). Se già mi avevano colpito per la bellissima resa estetica, questo loro aspetto “salutare” mi ha convinto definitivamente. 

Come ha utilizzato le tinte a calce?

La casa è originaria del 1400, ma all’inizio del 1900 è stata danneggiata notevolmente da un incendio, quindi si può dire che è del secolo scorso. Ho scelto di utilizzare le tinte a calce per le pareti interne, tranne i bagni che sono in resina (l’esterno, originale, è in pietra a vista ed è tutelato dalla Soprintendenza): ho optato per un colore neutro, un beige un po’ sporcato, che stesse bene con le travi in legno a vista e il parquet. Ho rifinito tutte le stanze con una cornice più chiara nella parte alta delle pareti. Tutto il lavoro di tinteggiatura è stato eseguito da Enrica, che è stata bravissima, precisa e puntuale. Oltre alle pareti, ha dipinto anche le porte, i battiscopa, le travi: tutto il lavoro si è concluso nel giro di 2-3 settimane.

Ha qualche aneddoto particolare da raccontarci accaduto durante la lavorazione?

Non ho particolari aneddoti, ma sicuramente se ripenso al cantiere la prima cosa che sento è l’emozione: quella che ho provato nel  vedere la bellezza della prima stanza finita e quella fortissima che ho sentito quando ho visto la casa terminata e che, quando mi guardo intorno, provo tutt’ora, oltre 8 mesi dopo. Sono estremamente soddisfatta della scelta e del risultato finale. Ho deciso di utilizzare la calce principalmente per necessità estetiche, ma ne ho scoperto anche i benefici in termini di salubrità: sia in inverno che in estate la temperatura e l’aria in casa sono perfette; ho proprio la sensazione di respirare bene. È una scelta che rifarei subito, infatti la consiglio a tutti i miei conoscenti! Quando dovrò ritinteggiare, la userò sicuramente ancora e chissà che non cambi colore.

Foto di Carlo Favero e Eleonora Ondolati.

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