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Serie di articoli News

Calce e birra
Un ingrediente segreto
per la qualità alimentare

Sapevate che la Calce è impiegata anche nella birrificazione?
La calce si utilizza nel trattamento preliminare dell’acqua, nel processo chiamato addolcimento.

L’antico legame tra CALCE e BIRRA

La storia della birra affonda le radici nelle prime civiltà mesopotamiche ed egizie, dove i cereali venivano trasformati in bevande fermentate ancor prima di essere cotti come pane. Sebbene il mondo greco-romano abbia poi privilegiato il vino, la tradizione della “bionda” è sopravvissuta nel Nord Europa grazie ai monasteri medievali, che ne hanno perfezionato la ricetta e regolamentato la produzione.

Proprio in ambito monastico è nata l’usanza di utilizzare la calce nel trattamento dell’acqua. Per ovviare all’eccessiva durezza delle fonti locali, i monaci tedeschi scoprirono che la calce era l’alleata ideale per riequilibrare i sali minerali nel bagno preparatorio. Questa metodica tradizionale, giunta intatta fino ai moderni birrifici artigianali, dimostra come la qualità di una birra dipenda, oggi come mille anni fa, dalla purezza della sua materia prima principale: l’acqua.

La Calce nel processo di birrificazione

Non tutte le acque sono uguali e per un’ottimale riuscita della birra  bisognerà decidere a priori che tipo di acqua utilizzare.
L’abbattimento della durezza dell’acqua destinata alla produzione di birra è un trattamento utile e necessario nelle acque con elevati livelli di calcio, magnesio e bicarbonati.

Soprattutto nelle birre chiare, ed in generale nelle birre ben luppolate, il ruolo negativo svolto dal bicarbonato (effetto tampone sull’abbassamento del pH con conseguenze nefaste sulla attività enzimatica, la resa in estratto e l’andamento della fermentazione, nonché la tendenza ad accentuare un gusto di amaro astringente) può essere efficacemente contrastato con il trattamento dell’acqua mediante calce idrata.

Tale trattamento rispetta il concetto dell’artigianalità del lavoro del birraio, perché il reagente – calce idrata – è ottenuto dalla cottura di rocce carbonatiche presenti in natura. Nel trattamento dell’acqua la calce, che deve essere rigorosamente certificazione per uso alimentare, viene utilizzata tale e quale senza l’addizione di prodotti di sintesi.

È per questo che il connubio Buona Calce-Ottima Birra ha resistito fino ai giorni d’oggi sin dalle origini antichissime di questa bevanda.

Ma cos’è la Calce idrata ad uso alimentare?

La calce non è solo un pilastro dell’architettura naturale, ma è anche un ingrediente fondamentale nell’industria alimentare. Per questi utilizzi viene impiegata esclusivamente Calce Idrata purissima, certificata come additivo alimentare con la sigla E526.

Un reagente naturale per la qualità dei cibi: Oltre al fondamentale ruolo nel settore brassicolo per l’addolcimento delle acque e la regolazione del pH, la calce alimentare trova impiego in numerosi processi tradizionali e industriali:

  • Settore lattiero-caseario: per la stabilizzazione e il controllo dell’acidità.

  • Trasformazione vegetale: per migliorare la consistenza di frutta e verdura (come nella canditura o nei sottaceti).

  • Purificazione: nell’estrazione dello zucchero dalla barbabietola o dalla canna.

  • Trattamento delle acque potabili: per correggere la durezza e garantire la salubrità delle reti idriche.

Sicurezza e purezza garantite: A differenza della calce per l’edilizia, la calce alimentare segue standard produttivi severissimi che assicurano l’assenza di metalli pesanti e contaminanti. È un prodotto naturale e sicuro che permette di lavorare le materie prime nel rispetto della salute e della tradizione artigianale.

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